Giovedì 27 Agosto 2026

Con l’avvio dei principali campionati, l’Ordine dei giornalisti ricorda a tutti i cronisti sportivi che bisogna sempre separare l’attività professionale dal tifo. Questo non significa che il/la giornalista non può esprimere opinioni, ma che deve farlo nei limiti previsti dalla legge ordinistica e dal Codice deontologico. Se si scrive di sport, non si può parallelamente ‐ soprattutto sui social - tifare in maniera scomposta a favore di qualcuno e/o in maniera offensiva contro qualcosa o qualcun altro.
L’articolo 2 della legge 69/1963 (ripreso integralmente dal Codice) ribadisce il diritto di critica, ma “limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui”.
Il Codice deontologico invita al rispetto “della continenza espressiva” (articolo 2);
il/la giornalista “adotta comportamenti e un linguaggio rispettosi della dignità della categoria e del decoro dell’Ordine, anche al di fuori dell’attività professionale”. (articolo 4);
la/il giornalista “si astiene dalla diffusione di immagini che possano portare a forme di spettacolarizzazione della violenza”. (articolo 20); la/il giornalista “Nel condurre o nel partecipare a trasmissioni in diretta televisiva, radiofonica oppure online, la/il giornalista:
L’Ordine vigila su comportamenti da tifo da stadio, ritenuti contrari a questi princìpi, che possono essere segnalati autonomamente al Consiglio di disciplina territoriale, anche via mail o pec, da chi lo ritiene opportuno.