Mercoledì 06 Maggio 2026

Entrato in vigore il 1° giugno del 2025, ieri è stato presentato a Lecce il Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti nel primo di una serie di incontri finalizzati ad approfondire il nuovo documento. Nel centro culturale Mediterranea ad esporre il lavoro fatto e spiegare i motivi che hanno portato alla semplificazione del codice c’erano Lavinia Rivara, presidente della commissione giuridica del CNOG, e Gianluca Amadori, componente dell’Esecutivo e delegato dal CNOG in commissione giuridica. Presenti anche il presidente OdG Puglia Maurizio Marangelli, Piero Ricci, componente dell’Esecutivo nazionale, e la vicepresidente OdG Puglia Serena Fasiello, che ha moderato il dibattito.
Il corso si è aperto con la consegna di un importante riconoscimento da parte del Consiglio Nazionale a Elio Donno, decano dei giornalisti salentini. Con una targa simbolica, il presidente nazionale Carlo Bartoli e tutti i consiglieri nazionali hanno voluto esprimere a Elio Donno la loro stima per quanto fatto in oltre 60 anni di carriera, soprattutto nell’ambito della difesa della deontologia.
“Al collega Elio Donno, per il prezioso contributo all’Ordine nazionale dei giornalisti” – I consiglieri nazionali con stima e affetto.
Questa la dedica sulla targa, che Elio ha così commentato: “Se dicessi che non sono commosso, sarebbe una bugia. Sono onorato di riceverla a Lecce, nella mia città, dove ho sempre lavorato, dove ho visto crescere giovani talenti del giornalismo e dove ho potuto fare questo mestiere difficile, che ho sempre amato e che a quasi 90 anni continuo ad amare, semplicemente perché è il mestiere più bello del mondo”.
Un momento toccante, chiuso con l’applauso dei tantissimi colleghi presenti in sala e l’abbraccio virtuale dell’Ordine nazionale, a cui Elio ha dato davvero tantissimo.
Iscritto all’ordine dal 1959, ossia da quando non c’era neppure l’Ordine ma la commissione nazionale per la tenuta dell’albo dei giornalisti, per oltre 20 anni è stato nel Consiglio dei giornalisti (inizialmente) di Puglia e Basilicata, ricoprendo più volte la carica di vicepresidente. Per altri 20 anni è stato nel Consiglio nazionale e dal 2007 al 2021 ha curato il Massimario riassumendo centinaia e centinaia di decisioni su ricorsi riguardanti la tenuta dell’albo e la deontologia. Più volte vicepresidente e presidente della commissione ricorsi, poi vicepresidente e presidente anche del Consiglio di disciplina nazionale, l’ultima volta nella passata consiliatura
Ha fatto parte delle delegazioni dell’Ordine dei giornalisti in Cina, in Brasile, presso l’Onu a New York e la Comunità europea a Bruxelles, relazionando sulle regole disciplinari italiane a San Paolo e ad una commissione dell’Onu.
A lui si deve anche il cosiddetto “modello Bari” che aprì anche ai colleghi dell’emittenza privata l’iscrizione all’Albo.