08/02/2010
Giornalisti, non bastano più la penna e le suole delle scarpe
«È la stampa, bellezza!», ma non solo, oggi è anche la tv, il web, i nuovi media. Ne è infatti passata di acqua sotto i ponti da quando un irriverente e testardo Humphrey Bogart azionava la rotativa del suo giornale consacrando, seppure dalla finzione cinematografica, il ruolo determinante dell'informazione della carta stampata. E oggi, ad essere profondamente mutato è proprio il mestiere del giornalista, quando per apprendere le tecniche della professione non basta più frequentare le redazioni dei giornali ma occorre formarsi in maniera adeguata attraverso le scuole e i corsi specialistici che gli stessi ordini di categoria promuovono. Per rispondere a queste mutate esigenze è nata la nuova collana di testi dedicati alla professione giornalistica, voluta dall'ordine nazionale e curata da Michele Partipilo, giornalista della Gazzetta, che comprende quattro volumi: «La deontologia», «La professione», «Il diritto», «Le regole» (pubblicata dal Centro di Documentazione Giornalistica). La collana è stata presentata nella sede dell'ordine pugliese alla presenza del presidente nazionale, Lorenzo Del Boca. Alla presentazione sono intervenuti, insieme a Partipilo (anche autore del saggio riguardante etica e deontologia) e a Paola Lafo r g i a , presidente dell'Ordine dei giornalisti di Puglia, gli autori pugliesi che hanno contribuito, con i loro saggi, a costruire un quadro completo e argomentato delle caratteristiche odierne della professione giornalistica: Oscar Iarussi, giornalista della Gazzetta: il giornalismo culturale; l'avvocato penalista Michele Laforgia: il processo penale; Pino Bruno, giornalista Rai: il giornalismo on line; il costituzionalista dell'università di Bari, Aldo Loiodice: informazione e costituzione; Elio Donno, consigliere nazionale dell'ordine: pubblicità e informazione. Un approfondimento necessario quindi, che va di pari passo con il profondo mutamento che il mestiere di giornalista sta vivendo negli ultimi anni, dove le suole delle scarpe e penna e taccuino hanno ceduto il posto alla tempestività dell'informazione in diretta globale. «L'informazione è importante, vedete di maneggiarla con cura!» ha ammonito Del Boca, lodando il lavoro degli autori «perché sono riusciti a coniugare la capacità scientifica a quella divulgativa». Testi fondamentali per chi si approccia alla professione, ma anche per chi il mestiere di giornalista lo coltiva ormai da anni, nella parte in cui individua i fondamenti etici del corretto agire di un giornalista: «Che si concentra sul discorso che riguarda la verità», ha precisato Partipilo. Una ricerca della verità che spesso viene sostituita dai «sentito dire», come per la cronaca giudiziaria: «Perché i giornalisti sono scomparsi dalle aule di giustizia», ha commentato l'avvocato Laforgia. «La vera sfida, oggi, per i giornalisti, è quella di difendere la funzione della critica – ha osservato Iarussi – per una professione che dovrebbe essere all'attacco, dove la mediazione dell'esegesi diventa necessaria». Ricerca della verità, recupero della dignità delle parole, approfondimenti critici, tempestività dell'informazione, per quello che rimane il mestiere più affascinante del mondo.
(Gazzetta del Mezzogiorno)
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